Tutti al mare a mostrar le chiappe chiare
"Certo che a Naima un po' di mare farebbe bene, e a voi riposarvi un po'."
Con questo incipit, ci vengono consegnate le chiavi di casa-al-mare della zia di Eugenio.
Io sono un'amante del mare da ottobre a maggio. Odio con tutta me stessa la Liguria a luglio e agosto: code, caldo, code, poco spazio, delirio di traffico, caldo, code, 30cmquadrati di spiaggia cadauno. Odio la Liguria anche durante tutte le festività possibili, i ponti peggio che mai.
MA. La creatura ha bisogno di mare e tu genitore-degenere-che-tua-zia-ha-la-casa-al-mare ce la devi portare. E poi hai bisogno di riposo. Appunto.
Ho sempre preso per il culo quelli che per partire sembrano la famiglia Brambilla dei racconti di mia nonna: la fiat 131 mirafiori con le valige legate sul tetto con le corde e il lunotto posteriore coperto di pacchi; dall'alto del mio bastone con annesso fazzoletto legato.
Giovedì sera cena coi parenti: Naima va a nanna un po' più tardi del solito e anziché svegliarsi alle 05:00 (la partenza intelligente!!!), si sveglia alle 07:00. Partiamo alle 08:45: lettino da campeggio di Naima, una borsa di cibo di Naima, il materassino per il lettino da campeggio di Naima, la borsa con i vestiti-pannolini-creme di Naima, la borsa d'emergenza di Naima, il passeggino di Naima, uno zainetto per la roba mia e di Eugenio con i sacco-a-pelo, due magliette e gli spazzolini da denti. Caricata la macchina che mancava solo il portapacchi sul tetto, partiamo. La partenza non-intelligente ci porta in Liguria con sole 4 ore e mezza di viaggio. Per fortuna Lady Gu-gu ha dormito TUTTO il viaggio.
Arriviamo finalmente alla casa-al-mare, scarichiamo Polpetta e il passeggino e saliamo. Eugenio a quel punto va alla ricerca del garage per scaricare il resto della macchina.
Io e polpetta intanto ci assestiamo: una pappa veloce, arieggiamo casa e aspettiamo Eugenio. E aspettiamo. Che il garage sia nel paese di fianco? Finalmente papà-di-gu appare, tutto sudato e trafelato: "mi è cascata in testa la porta del garage". Praticamente il portellone del garage ha deciso di uscire dalle sue guide, scardinare il contrappeso e piegarsi in diagonale, del tipo non-vado-più-né-su-né-giù. Bene, come inizio non c'è male. Ma non ci lasciamo abbattere per così poco. Disfiamo i bagagli, montiamo il lettino, disponiamo cibo, vestiti, pannolini, creme varie, imbrattiamo la figlia di crema protettiva 50 e partiamo alla conquista del lungomare. Mangiamo due pezzi di pizza al taglio orribile (ormai sono le 15:00, mica vorrai mettere le gambe sotto al tavolo a quest'ora? Ci rifacciamo poi a cena!). Gira di qua e gira di là, si fa sera. Torniamo a casa, pisolino della creatura, cena della creatura e finalmente ci dedichiamo alla prenotazione del ristorante: uno spaghetto allo scoglio e una frittura di pesce non ce la leva nessuno!
"Buonasera, vorrei prenotare per due + passeggino per questa sera" lista Trip Advisor alla mano.
"Ah sì, per questa sera abbiamo posto alle 22:00".
Per 5 ristoranti di fila questa è stata la risposta. Ripieghiamo sulla pizza.
"Beh, dai una buona pizza va bene lo stesso" (sob).
Arriviamo in pizzeria, ci fanno accomodare. La cameriera viene subito a prendere l'ordinazione, ma noi non siamo pronti e chiediamo altri 5 minuti. Dopo 15 minuti, andiamo alla ricerca della cameriera (quella delle ordinazioni, perché poi c'era quella che sparecchiava, quella che apparecchiava, quella che portava i bicchieri e quella che toglieva i bicchieri: una pletora di cameriere, ma tu devi ordinare a quella-delle-ordinazioni). Sparita. Nel nulla. Puff. Acchiappo una delle cameriere che sparecchiano e la supplico di farci ordinare. Lei si guarda intorno del tipo spero che non mi veda nessuno e prende l'ordine. Dopo un po' arrivano le birre: questo fa ben sperare. Mezz'ora. Mezz'ora di intrattenimento Naima. Socializziamo con mezza pizzeria. Tutti chiacchierano con Polpetta. Aspetta e spera. Dopo un'ora, disperati e con Gu rugnante, ci rassegniamo: comunichiamo che non sappiamo più come tenerla buona e che quindi paghiamo le birre e ce ne andiamo. Nel mentre sono riusciti a recuperare le nostre pizze e con mille scuse e molta gentilezza ce le incartano, aggiungono due birre e non ce le fanno pagare (si meriteranno ottima recensione da parte mia sul gufo verde).
Arriviamo a casa, allettiamo Polpetta e finalmente mangiamo.
Domani è un altro giorno e siamo al mare, terra di riposo assoluto, noia mortale e passeggiate sfinenti. Dormiamo tutti il sonno dei giusti, verso le 10:00 usciamo a fare colazione e a procurarci focaccia ligure (e di Recco) come se non ci fosse un domani, unico mio vero motivo per essere in Liguria.
Con borsa tracimante di focacce untissime torniamo a casa. Polpetta è un po' calda, saranno i 30 gradi fuori. Facciamo un bagnetto rinfrescante. Polpetta è sempre più calda. Spunta qualche puntino rosso sulla pancia. Cosa facciamo cosa non facciamo, alla fine chiamiamo la guardia medica e andiamo in farmacia a comprare la Tachipirina, perché nonostante le 3 (TRE) borse di roba di Polpetta, non abbiamo preso la Tachipirina. Nè il termometro, né il quaderno della Salute, né il suo codice fiscale.
Morale della favola, infilo la mia prima supposta, le diamo da mangiare, puliamo la casa-al-mare-della-zia di Eugenio, smontiamo il lettino, ri-prepariamo tutte le borse e infiliamo i sacchi-a-pelo nello zaino e partiamo alla volta del Pronto Soccorso pediatrico del Maria Vittoria.
Questa volta è una partenza intelligente: alle 14:30 di sabato 3 giugno ci siamo praticamente solo noi in autostrada.
Arriviamo al pronto soccorso e veniamo tranquillizzati: è una Virosi. Virosi lo dici a tua sorella (cosacacchio cavolo è una Virosi?????). Una delle cento malattie virali con febbre e pustole che non hanno nome. Tachipirina e via, a casa.
Ore 19:00, dopo 36 ore di vacanza-al-mare-mortacci-vostri, siamo finalmente a casa, sotto il portico, a bere una lattina di birra fresca.
La prossima volta le vacanze favele voi, io resto a casa.
Con questo incipit, ci vengono consegnate le chiavi di casa-al-mare della zia di Eugenio.
Io sono un'amante del mare da ottobre a maggio. Odio con tutta me stessa la Liguria a luglio e agosto: code, caldo, code, poco spazio, delirio di traffico, caldo, code, 30cmquadrati di spiaggia cadauno. Odio la Liguria anche durante tutte le festività possibili, i ponti peggio che mai.
MA. La creatura ha bisogno di mare e tu genitore-degenere-che-tua-zia-ha-la-casa-al-mare ce la devi portare. E poi hai bisogno di riposo. Appunto.
Ho sempre preso per il culo quelli che per partire sembrano la famiglia Brambilla dei racconti di mia nonna: la fiat 131 mirafiori con le valige legate sul tetto con le corde e il lunotto posteriore coperto di pacchi; dall'alto del mio bastone con annesso fazzoletto legato.
ho preso giusto due cose, lo stretto indispensabile.
Giovedì sera cena coi parenti: Naima va a nanna un po' più tardi del solito e anziché svegliarsi alle 05:00 (la partenza intelligente!!!), si sveglia alle 07:00. Partiamo alle 08:45: lettino da campeggio di Naima, una borsa di cibo di Naima, il materassino per il lettino da campeggio di Naima, la borsa con i vestiti-pannolini-creme di Naima, la borsa d'emergenza di Naima, il passeggino di Naima, uno zainetto per la roba mia e di Eugenio con i sacco-a-pelo, due magliette e gli spazzolini da denti. Caricata la macchina che mancava solo il portapacchi sul tetto, partiamo. La partenza non-intelligente ci porta in Liguria con sole 4 ore e mezza di viaggio. Per fortuna Lady Gu-gu ha dormito TUTTO il viaggio.
Arriviamo finalmente alla casa-al-mare, scarichiamo Polpetta e il passeggino e saliamo. Eugenio a quel punto va alla ricerca del garage per scaricare il resto della macchina.
Io e polpetta intanto ci assestiamo: una pappa veloce, arieggiamo casa e aspettiamo Eugenio. E aspettiamo. Che il garage sia nel paese di fianco? Finalmente papà-di-gu appare, tutto sudato e trafelato: "mi è cascata in testa la porta del garage". Praticamente il portellone del garage ha deciso di uscire dalle sue guide, scardinare il contrappeso e piegarsi in diagonale, del tipo non-vado-più-né-su-né-giù. Bene, come inizio non c'è male. Ma non ci lasciamo abbattere per così poco. Disfiamo i bagagli, montiamo il lettino, disponiamo cibo, vestiti, pannolini, creme varie, imbrattiamo la figlia di crema protettiva 50 e partiamo alla conquista del lungomare. Mangiamo due pezzi di pizza al taglio orribile (ormai sono le 15:00, mica vorrai mettere le gambe sotto al tavolo a quest'ora? Ci rifacciamo poi a cena!). Gira di qua e gira di là, si fa sera. Torniamo a casa, pisolino della creatura, cena della creatura e finalmente ci dedichiamo alla prenotazione del ristorante: uno spaghetto allo scoglio e una frittura di pesce non ce la leva nessuno!
"Buonasera, vorrei prenotare per due + passeggino per questa sera" lista Trip Advisor alla mano.
"Ah sì, per questa sera abbiamo posto alle 22:00".
Per 5 ristoranti di fila questa è stata la risposta. Ripieghiamo sulla pizza.
"Beh, dai una buona pizza va bene lo stesso" (sob).
Arriviamo in pizzeria, ci fanno accomodare. La cameriera viene subito a prendere l'ordinazione, ma noi non siamo pronti e chiediamo altri 5 minuti. Dopo 15 minuti, andiamo alla ricerca della cameriera (quella delle ordinazioni, perché poi c'era quella che sparecchiava, quella che apparecchiava, quella che portava i bicchieri e quella che toglieva i bicchieri: una pletora di cameriere, ma tu devi ordinare a quella-delle-ordinazioni). Sparita. Nel nulla. Puff. Acchiappo una delle cameriere che sparecchiano e la supplico di farci ordinare. Lei si guarda intorno del tipo spero che non mi veda nessuno e prende l'ordine. Dopo un po' arrivano le birre: questo fa ben sperare. Mezz'ora. Mezz'ora di intrattenimento Naima. Socializziamo con mezza pizzeria. Tutti chiacchierano con Polpetta. Aspetta e spera. Dopo un'ora, disperati e con Gu rugnante, ci rassegniamo: comunichiamo che non sappiamo più come tenerla buona e che quindi paghiamo le birre e ce ne andiamo. Nel mentre sono riusciti a recuperare le nostre pizze e con mille scuse e molta gentilezza ce le incartano, aggiungono due birre e non ce le fanno pagare (si meriteranno ottima recensione da parte mia sul gufo verde).
Arriviamo a casa, allettiamo Polpetta e finalmente mangiamo.
Domani è un altro giorno e siamo al mare, terra di riposo assoluto, noia mortale e passeggiate sfinenti. Dormiamo tutti il sonno dei giusti, verso le 10:00 usciamo a fare colazione e a procurarci focaccia ligure (e di Recco) come se non ci fosse un domani, unico mio vero motivo per essere in Liguria.
se non ti lecchi le dita godi solo a metà
Morale della favola, infilo la mia prima supposta, le diamo da mangiare, puliamo la casa-al-mare-della-zia di Eugenio, smontiamo il lettino, ri-prepariamo tutte le borse e infiliamo i sacchi-a-pelo nello zaino e partiamo alla volta del Pronto Soccorso pediatrico del Maria Vittoria.
Questa volta è una partenza intelligente: alle 14:30 di sabato 3 giugno ci siamo praticamente solo noi in autostrada.
Arriviamo al pronto soccorso e veniamo tranquillizzati: è una Virosi. Virosi lo dici a tua sorella (cosa
Ore 19:00, dopo 36 ore di vacanza-al-mare-mortacci-vostri, siamo finalmente a casa, sotto il portico, a bere una lattina di birra fresca.
La prossima volta le vacanze favele voi, io resto a casa.




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