Una giornata di me.

Esco di casa, in ritardo. Sulla vietta che costeggia i boschi mi precede un trattore. Ma non un trattore qualsiasi, il Titanic dei trattori, con tanto di rimorchio, anch'esso il Titanic dei rimorchi. Su una strada larga una carreggiata, lui ne occupa una e mezza. Zero possibilità di superarlo. Sul posteriore il simbolo che ogni automobilista teme: velocità max 40km/h.
Vorrai mica rischiare? Meglio i 30. 

Arriviamo tutti lentamente all'incrocio e mi libero della sua presenza.
Arrivo all'asilo, nel centro storico, in zona completamente priva di parcheggio e lascio la macchina in un posto dove non rompa le palle ostruisca il passaggio.
Maestra nuova: "ah, lei è la madre di Naima? No perché fino adesso avevo visto solo il papà".
Non iniziamo affatto bene. Le fornisco istruzioni: pupattola ha dormito fino all'ora di uscire di casa, per cui il pranzo lo deve ancora mangiare. Le ho messo la minestrina con carne e verdure nella borsa, ma siccome è liquida e non so se la mangia, ho aggiunto un barattolo di farina di mais d'emergenza per addensarla, se serve.
Lei mi guarda e risponde che secondo lei quella pappa è troppa, perché aggiungendo la farina non la mangerà sicuramente tutta.
La fisso con malcelato odio e con un sorriso stile Shining.
"Ma la farina è da aggiungere ESCLUSIVAMENTE se ha difficoltà a mangiarla come minestrina." "Ah, quindi non devo mettergliela la farina?" Conto fino a diecimila e penso "Sono in ritardo, non posso smaltire il cadavere, non ho tempo". Confido che pupattola alla peggio mangerà di più a cena e corro verso la macchina.
Passa un Ducato e supera agevolmente il tratto di strada dove c'è la mia macchina con le 4 frecce. Mentre salgo sento un clacson seccato. Mi giro: un baldo attempato che protesta da una utilitaria.

Spostati che IO ho fretta.

Non ci vedo più e scendo dalla macchina andandogli incontro con aria minacciosa. Sto per apostrofarlo vecchio-di-merda-cazzo-vuoi? Poi mi ricordo che sono Madre e una vocina dentro di me mi dice che no, vecchio-di-merda non è educativo e che non si può dire. Per cui mi limito ad urlargli in faccia: "lei è un cardiochirurgo che sta correndo a salvare una vita...??? No perché sto salendo in macchina e vorrei capire perché non può aspettare che parta!!!" Seguono serie di improperi e concludo con "impari a vivere, chè mi sembra che ne abbia l'età!".
Parto, sono in ritardo.
Svolto a sinistra, svolto a sinistra, prendo il rettilineo, passo la rotonda e finalmente posso accelerare senza rischiare di investire anziani col bastone, bambini, cani e quant'altro. MA. Sulla destra vedo un "coso" di pelo. Trasalo. Poiché, come si diceva, ero in ritardo, rovescio il contenuto della borsa sul sedile del passeggero alla ricerca del cellulare (con annessi auricolari). Merda. Ho dimenticato il telefono. Padre pio e tutto il suo calendario mi tengono compagnia mentre drifto sulla rotonda per tornare indietro.
Suono il citofono dei miei suoceri: "c'è un tasso morto a bordo strada, a 2 metri da qui, volevo chiamarvi ma ho dimenticato il telefono a casa, avvisate voi i vigili?" Mia suocera: "il gatto? Cos'è successo al gatto?" "Nono, tranquilla, gatti e Polpetta tutto a posto... il TASSO invece è morto".
Riparto, torno a casa, prendo il telefono e a questo punto violo tutto il codice della strada e arrivo dal Cliente, nemmeno troppo in ritardo, in fondo.
Svolgo le mie attività lavorative, durante le quali arriva una mail che mi notifica che per la TERZA volta sono necessarie delle integrazioni/correzioni ad una richiesta di sottoscrizione di accordi sindacali. Chiamo e manifesto il mio disappunto. In ogni caso vincono loro, per cui mando l'ennesimo documento. Altri Santi.
Il pomeriggio volge al termine, risalgo in macchina e vado a recuperare Polpetta all'asilo, lasciando la macchina nello stesso posto del pranzo, tanto adesso ho tutto il tempo del mondo per sotterrare cadaveri, nel caso.
Arrivo a casa, bagnetto refrigerante a Polpetta, do la pappa a Polpetta, nel frattempo arriva anche Eugenio dopo la trasferta a Francoforte, preparo la nostra cena, metto a nanna e addormento Polpetta che ha caldo ed è nervosa e non ne vuole sapere di addormentarsi da sola.
Nel frattempo ceniamo e successivamente mi siedo fuori in giardino a prendere un po' di fresco, con un bicchierino di amaro.
Eugenio mi dice "eh, sai com'è il Partner Summit, ha un ritmo serrato di eventi... sono un po' stanco".

Io no. Tutto sotto controllo.


Commenti

Post più popolari